Famoso per la sua morbidezza
e per una leggerezza che sa "tener caldo",
il cashmere è ormai divenuto uno status symbol
in fatto di moda.
La sua origine e lontana e remota: è prodotto da
una capra bianca - esistono anche varietà grige
e marroni - che vive nell'Asia Centrale.
Si tratta di un animale robusto, di mezza taglia molto
resistente alle basse temperature tipiche della zona.
Proprio per combattere la rigidezza del clima la capra
produce un vello che è aperto, con un pelame lungo
e relativamente grosso. Tuttavia la parte più preziosa
non è questa, ma il sottovello morbidissimo, soffice
e quasi serico, chiamato anche "tiflit"
o "duvet". Il colore è
generalmente bianco ed è il più pregiato.
Il cashmere viene importato dall'Iran,
dall'Afganistan e dalla Mongolia
esterna, anche se il più pregiato proviene
dalla Mongolia interna.
Proprio il clima particolare di queste zone - inverni
freddissimi e secchi, estati torride - rende così
soffice il duvet delle capre. |
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I pastori mongoli durante
il mese di maggio, periodo della muta
del pelo, radunano le greggi provvedendo scrupolosamente
alla tosatura.
La capra viene legata e i suoi lunghi peli vengono spuntati,
poi si passa alla pettinatura, operazione
effettuata con ganci a denti appuntiti con brevi colpi
a strappo.
Così facendo si ottiene duvet misto a pelo ordinario
che raccolto in pacchi e trasportato a dorso di cammello
raggiunge i centri di raccolta, dove viene selezionato
in base alla finezza, al colore
e alla "ejarratura", un procedimento
per separare le fibre più grosse dal finissimo
duvet che verrà poi lavorato.
Per comprendere quanto sia prezioso il cashmere dobbiamo
considerare che una capra produce al massimo 200 gr di
duvet in un intero anno. |